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Sono state tutte  Adozioni del Cuore: cagnolini semplici, dolci, "in età" e in difficoltà: Mughetto - Libera - Calendula - Bianchina - i fantastici 4 - Stracchino - Giuliana - Diamante -  Paloma - Orazio - .... hanno trovato tutti un padrone speciale!

Loro invece aspettano ancora una famiglia!!!

SGAMBERO

 


PANSE' e LA SUA SPECIALE ADOZIONE

25 luglio 2013

"Non so se riesco a trasformare in parole la gioia che Pansè mi ha trasmesso fin dal primo momento che l'ho visto. Quel fortunato giorno di settembre in cui ho portato il cibo al canile, ho visto dal cancello Pansi e non mi ero accorta del carrellino e della sua disabilità. Lo sguardo, quel suo sguardo furbetto, vivace ed intelligente mi hanno colpita subito e poi non importava più se lui non era autonomo nelle sue zampe, ormai era fatta: colpo di fulmine. In passato mi era capitato così intenso solo per un altra meravigliosa creatura di nome Loco che ha condiviso con me la sua preziosa vita per quasi 20 anni. Dopo di lui non credevo sarebbe stato possibile più una cosa del genere, invece... Ho realizzato subito che Pansè era il mio cane e che io ero la sua 'familiare' (si dice così? Io non mi sono mai sentita 'padrona' dei miei cani). E' per Pansè che sono diventata una volontaria del canile (Grazie Pansi anche per questo!!!!) non riuscivo a sfuggirgli, anche se Federica mi aveva avvisata delle sue condizioni e delle sue problematicità ormai, appunto, era fatta. Per quasi un anno l'ho curato in canile, conoscendolo meglio e facendomi conoscere, portandolo a casa (non senza difficoltà) per periodi brevi fino a quando ho deciso, anche se la mia famiglia era contraria, di tenerlo per sempre con me. Piano piano Pansi sta entrando nel cuore anche dei miei familiari (sarebbe impossibile il contrario), pur con qualche difficoltà sta imparando le regole della casa: non si sporca all'interno ma solo fuori, si può passeggiare senza guinzaglio ma quando si viene chiamati si arriva subito o ci si ferma per attraversare la strada sulle strisce, NON SI MANGIA LA PAPPA DI NIO (e qui abbiamo le difficoltà più grandi!!!!), e poi la regola base: coccole a volontà sono ben accette sia fatte che date! Oggi non viviamo più con il moccio sempre pronto per pulire qualche bisognino sfuggito e non c'è più bisogno di abbuffarci subito di pappa perchè abbiamo capito che ce n'è a sufficienza (anche quella di Nio, appunto!). La cosa strana è che io non vedo più la disabilità di Pansi e forse non l'ho mai vista, e a ragione, perchè Pansè è a tutti gli effetti un cane perfettamente normale, nei comportamenti e negli atteggiamenti (se si esclude la sua incredibile intelligenza, straordinaria bellezza, effervescente vivacità...) solo un po' più problematico ed impegnativo da gestire. Abbiamo sviluppato un rapporto di reciproca dipendenza, e questo mi spaventa un po', ma non è così in tutte le storie d'amore? Forse chi ne fa più le spese è il vecchietto di casa, Nio, che da principino ha dovuto spartire l'affetto e le attenzioni di tutti con quel cane estraneo arrivato così di straforo in casa sua... ma anche a lui, pur rimanendo distaccato e facendo il superiore, sotto sotto, quel cane che si muove in modo strano, piace!"

Luisa di Pansè


 

Amici di Oscardog, Amicizie “speciali” – Storie vere di animali disabili ma FELICI, Firenze, Phasar Edizioni, 2006.

Come recita il sottotitolo, l’antologia Amicizie “speciali” raccoglie, in forma di racconti tra i quali, però, spunta anche qualche poesia (ma squarci poetici si aprono di continuo nel corso dell’opera), “Storie vere di animali disabili ma FELICI”.

Malgrado gli autori siano tanti (alcuni noti come Sara Turetta, presidente dell’Associazione Save the Dogs o Laura Manzini di www.oscardog.it, sito Internet dedicato agli animali disabili), il volume si configura in modo piacevolmente unitario e gli animali protagonisti pare proprio di averli incontrati e conosciuti. Alcuni di loro sono divenuti famosi e reggono benissimo il confronto con Rin Tin Tin, Rex o Lassie. Infatti, sono eroi esemplari che molto hanno da insegnare a noi “umani”, in un mondo in cui la parola “eroe” di solito viene usata a sproposito o di cui si sostiene l’inapplicabilità per la natura intrinseca dell’uomo. Questi cani, gatti, furetti, coniglietti, uccellini hanno dimostrato come si possa affrontare il dolore con coraggio e dignità, come ci si possa ricostruire una seconda vita, come si possano scoprire, in se stessi, nuove risorse quando la sfortuna (che non di rado si può identificare con la crudeltà di qualcuno…) ti ha privato della tua integrità fisica cui avevi dannatamente diritto. Non si deve pensare che gli autori, protagonisti secondari di queste storie, abbiano sostenuto a tutti i costi e  ciecamente il diritto alla vita. Hanno combattuto con la propria coscienza e sviscerato a fondo ogni possibilità. Ogni giorno devono affrontare tanti ostacoli per aiutare i loro animali, ma quello che ricevono in cambio non ha prezzo. Sono inestimabili l’affetto, il calore, la gratitudine di un cane o gatto o altro esserino peloso o piumato che ti riporta alle radici dell’esistenza, ricordandoti quanto poche siano le cose che contano davvero.

Questo libro strappa lacrime e sorrisi, scatena emozioni semplici e complesse al tempo stesso. Un paio di frasi di Gandhi potrebbero riassumere ogni singola storia narrata: “Tu e io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi.”

L’intero ricavato sarà devoluto alle associazioni ONLUS e no-profit che hanno aiutato i protagonisti di questi racconti e che proseguono, tra tante difficoltà economiche, a portare avanti, con abnegazione totale, importanti progetti in Italia e all’estero (Associazione “Compagni di strada”, Progetto Piccolecucce, Associazione Italiana Furetti – Furettomania, Oasis des veterans, Save the dogs and the other animals, Colonia dei gatti di Torre Argentina, AAE – Associazione Animali Esotici e AAE – Conigli, Il giardino di Quark – Sezione ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali – di Borgosesia).

L’antologia Amicizie “speciali” resterà nelle nostre librerie come una presenza viva: 370 pagine che donano una lettura intensa e difilato, arricchita da numerose fotografie in bianco e nero e a colori, nonché da indicazioni utili per aiutare sia gli animali di famiglia, sia quelli che una famiglia purtroppo non ce l’hanno. Sia per chi naviga su Internet, sia per chi non ha Internet, tra un racconto e l’altro e in fondo al testo, si possono trovare rapide informazioni su tutte le associazione coinvolte nell’iniziativa (ma alcuni cenni vengono dedicati anche ad altre iniziative, comunque importanti per la tutela e il rispetto dei nostri amici più fedeli).

Claudia Manuela Turco

Per informazioni e prenotazioni: edizioni@oscardog.it

 

Amici di Oscardog, Amicizie “speciali”2
Nuove storie vere di animali disabili ma FELICI, Albenga (SV), Editrice Del Cigno, 2007

Malgrado siano cambiati l’editore e il formato del libro, e gli autori continuino a essere molti e non professionisti, il secondo volume di Amicizie speciali risulta coinvolgente ed emozionante almeno quanto il primo, se non di più. Una volta letta l’ultima pagina, si vorrebbe poter subito disporre di un altro tomo, tanto i protagonisti di queste storie bucano la carta per lacerarci l’anima, facendoci piangere e sorridere, perché sperare e lottare insieme con loro non è solo un sogno ma soprattutto una possibilità concreta.

La disabilità, se da un lato rende più fragili, dall’altro offre risorse insospettabili e nuove e inattese prospettive di vita. Tra le vicende umane e quelle animali si individuano continui rispecchiamenti, sovrapposizioni, intrecci. Un’unità di fondo che non lascia dubbi ma solo conferme.

Inalterato, dunque, rispetto al primo volume rimane il sentimento alla base di quest’opera antologica, che riunisce più di cinquanta racconti, nonché poesie, dialoghi e un’intervista. Le storie sono assolutamente vere, ricche di dettagli; documentano universi familiari solidi, anche se talvolta venutisi a creare per cause fortuite. Alcuni dei personaggi di cui si narra erano già presenti nell’antologia precedente e alcuni occupano lo spazio di più racconti.

Dalle variegate trame emergono i protagonisti, vittime di sevizie, incidenti, malattie (talvolta latenti come l’epilessia), abbandonati perché “difettosi” o semplicemente anziani. E la strada spesso diviene il loro luogo di morte o il canile/gattile la loro prigione. Frequente la presunta via di fuga dal dolore (l’eutanasia), scelta per loro da chi li dovrebbe proteggere e mai abbandonare, ancora con la connivenza di molti veterinari, che assecondano un senso di pietà non sempre autentico.

Alcuni protagonisti umani di queste storie hanno esperito, in precedenza, la soppressione di un loro animale caro e hanno capito tutta la drammaticità di tale scelta, dovendo poi fare i conti con la propria coscienza. In seguito, invece, hanno potuto ridare un futuro all’amico peloso/piumato sfortunato, spesso ricorrendo a un carrellino artigianale, che risulta analogo per funzione alle nostre carrozzelle o protesi.

Sorprendente come gli animali, i cani in particolare, ne capiscano al volo l’utilizzo e come poi divengano più veloci di prima, pronti a lanciarsi in pazze corse! Vogliono essere ancora felici e, soprattutto, continuare a vivere con i loro inseparabili amici umani.

Gli animali ai quali è stata garantita una nuova vita esprimono gratitudine e non di rado aiutano anche gli altri animali sofferenti. E l’uomo.

Questo libro (come il volume precedente) è una miniera inesauribile di notizie e riferimenti utili (144 pagine, tutte dense), per poter affrontare la disabilità del proprio animale. Vi è una rete di contatti continuamente alimentata. Rapporti di amicizia animale e umana si intersecano e l’aiuto reciproco è garantito.

Si può temere di rimanere soli e impreparati di fronte al disagio del nostro amico “speciale” (come spesso accade nelle vicende umane), ma gli strumenti per poter affrontare serenamente anche situazioni difficili come queste ci sono. Inoltre, vi sono frequenti occasioni di incontro, come il “Titoraduno” (che si svolge da anni e che ora ha cambiato denominazione).

Leggendo “Amicizie speciali” 2, non ci imbattiamo soltanto in cani e gatti: un topolino, un coniglietto, un furetto, un pulcino e persino un cammello ci vengono incontro. Alcuni attendono ancora che qualcuno li adotti.

La speranza è che con questo libro, il cui ricavato sarà interamente «devoluto a Onlus e Associazioni no-profit che si prendono cura di animali bisognosi», si possano abbattere ulteriormente i pregiudizi e altre vite possano venire salvate.

Il Comitato Oscardog utilizzerà parte del ricavato (il libro costa solo 12 euro) per la costruzione di carrellini artigianali da donare ai cani più bisognosi. “SOS Carrellini” è un’iniziativa «per il recupero e riutilizzo di carrelli ortopedici inutilizzati.» (Diana, la testimonial di tale iniziativa, ora ha una vita quasi normale grazie a un carrellino appartenuto al famoso Quark).

426 fotografie (in bianco e nero e a colori) documentano la felicità di queste creature. E la loro felicità è anche la nostra.

Claudia Manuela Turco

Per ordinare il libro:

edizioni@oscardog.it - http://www.oscardog.it/
Comitato Oscardog – Via Canova, 19 - 20025 Legnano (Milano)

 

13 ottobre 2011

Cari amici del canile di Villotta,
vi aggiorniamo sulle ultime avventure di Mughetto. È sempre in splendida
forma. Continua a comunicare con noi meglio di tanti umani! Più gli parliamo,
più ci svela nuove tonalità e sfumature della sua voce.
Ieri ho sentito un giornalista fare confusione, riassumendo una notizia: ha
parlato di “futili motivi”, riguardo alla barbara uccisione di una persona,
riferendoli alla morte di un cane (per un’uccisione accidentale) che ha
scatenato la furia omicida. Il giudice, invece, nella sua sentenza, faceva
riferimento al fatto che chi ha ucciso lo ha fatto, non perché era stato ucciso
il suo cane, ma perché la moglie piangeva e pretendeva che lui intervenisse,
facendosi giustizia da solo. In questo caso si è trattato di una leggerezza del
giornalista, ma una tale approssimazione fa passare messaggi sbagliati. Non si
può “declassare” la morte di un cane a “futili motivi”. È inaccettabile. L’uomo
spesso si ritiene superiore agli altri animali proprio per l’uso della parola,
ma troppo spesso dimostra di saperne fare un uso soltanto primitivo.
Purtroppo ci sono ancora alcuni volontari e veterinari poco sensibili quando
parlano degli animali. Ne ho sentiti diversi sconsigliare di adottare cani
anziani, dimostrando di non aver capito quello che stanno facendo. O dicendo.
Pertanto, vi vogliamo ancora una volta ringraziare per quanto avete fatto per
Mughetto: lui è molto sereno, affettuosissimo ma anche indipendente, dorme poco
perché molto attivo ma non fa incubi, è fiducioso nei confronti del mondo
(quindi va protetto ancor di più) ma fa la guardia fuori e dentro casa, non ha
paure particolari e non va mai “fuori controllo”. Insomma, è molto equilibrato.
I quasi 10 anni trascorsi in canile lo hanno reso bisognoso di tantissime
attenzioni, però lui ci racconta, a modo suo, anche di essere stato tanto
amato. Dagli altri cani, entrati e usciti o rimasti in canile, e da voi
volontari. Anche il fatto che qualcuno abbia pensato al nome “Mughetto” la dice
lunga sull’amore che ha ricevuto! Ho la quasi certezza che sia stata una
volontaria a battezzarlo con questo originale e bellissimo nome floreale!
È importante amare gli animali anche scegliendo con cura le parole, sia quando
si parla di loro, sia quando si parla con loro.
Nel frattempo Mughy ha fatto la sua prima uscita serale su una pista
ciclabile, scoprendo la magia delle lucine artificiali, dei fanali delle
automobili, dei lampioni. Finora era uscito spesso nel cuore della notte, ma
solo attorno a casa. Poi ha intravisto la neve in montagna. Sembra che i
piedini non tocchino nemmeno il suolo, talmente corre veloce. Pare trainare una
slitta in miniatura dietro di sé…sì, noi due umani che non riusciamo a stargli
dietro! Ogni tanto dà una sbirciatina di lato, per essere sicuro di non averci
persi, ma senza smettere di correre nemmeno per un istante.
Non vuole sporcarsi nella terra o bagnarsi sul prato umido, però ci sono due
eccezioni…nel primo caso per scoprire il tesoro dei bulbetti di futuri
fiorellini appena piantati, nel secondo… per inseguire il gatto! Poi ha
scoperto un’altra passione: far scappare i passeri!
Il Mastibon a volte lo porta in giro anche durante le nostre passeggiate e lo
tiene in bocca pure per fare la pipì. Poi, ritornati in casa, cerca di
nasconderlo nelle pieghe del copriletto.
Ogni giorno è una scoperta. Per lui e per noi, che possiamo, attraverso i suoi
occhi, riscoprire il mondo e l’importanza dei dettagli. Ogni piccolo
particolare fa la differenza e a lui non sfugge nulla.
Guarda le pagine del vocabolario mentre le sfoglio, lecca il cappuccio della
penna e la mordicchia…in un’altra vita forse Mughy era Victor Mhugo! Un poeta
che amava i cani.
Claudia Manuela Turco